Pinacoteca nazionale di bologna
Nicola Quirico, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La Pinacoteca Nazionale di Bologna

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Pinacoteca nazionale di bologna

La Pinacoteca Nazionale di Bologna, ospitata all’interno dell’ex noviziato gesuita, è uno dei musei più rilevanti della città emiliana. Conserva una vasta collezione che comprende la pittura emiliana dal XIII al XVIII secolo, anche se sono presenti numerosi artisti non bolognesi.

In questa nostra guida di Bologna, ti aiuteremo a scoprire più nel dettaglio le meravigliose opere esposte nelle sue sale e ti forniremo tutti i dettagli necessari per organizzare al meglio la tua visita.

Indice dei contenuti

La Pinacoteca Nazionale di Bologna in breve

Questo luogo dell’arte, senza dubbio da annoverare tra i migliori musei di Bologna, racconta la storia della pittura emiliana, attraverso le opere dei suoi più celebri esponenti nei secoli che vanno dal tardo medioevo al risorgimento.

Il museo di trova nel centro storico, nel pieno della zona universitaria e a pochi passi da Piazza Verdi e dal Teatro Comunale.

Orario d’ingresso e costo biglietti

Lunedì: chiuso

Martedì e Mercoledì: dalle ore 9 alle ore 14

Da Giovedì a Domenica e nei giorni festivi: dalle ore 10 alle ore 19

Ingresso: biglietto intero 6 euro – ridotto 2 euro. Gratis ogni prima domenica del mese e tutti i venerdì di luglio e agosto dalle ore 14 alle ore 19

I possessori della card Musei Metropolitani di Bologna hanno diritto all’ingresso gratuito e ad un particolare sconto per le mostre temporanee.

La struttura è accessibile ai visitatori con disabilità motorie.

Dove si trova

La sede è sita in Via delle Belle Arti 56, Bologna

Sale del museo e collezioni

La collezione d’arte emiliana comprende molti esponenti locali che hanno operato in Emilia dal 1200 al 1700. La collezione permanente è suddivisa in 8 sezioni tematiche, ognuna dedicata ad un periodo oppure una corrente artistica.

Fra tutti quelli presenti, gli autori più importanti sono assolutamente da ricordare: Vitale da Bologna, Pseudo Jacopino di Francesco, Giotto, Simone dei Crocifissi, Amico Aspertini, Bartolomeo Cesi, Giorgio Vasari, El Greco, Annibale e Ludovico Carracci, Guido Reni, Il Guercino, solo per citarne alcuni.

1.Dal Duecento al Gotico

Il percorso espositivo di questa area inizia con il Crocifisso di un autore anonimo di Giunta Pisano e prosegue con opere di Vitale da Bologna e con lo Pseudo Jacopino.

2. Il periodo Gotico

Fanno parte della sala dedicata al Gotico gli autori attivi nella seconda parte del secolo XIV. Fra le opere principali troviamo quelle di Simone de’ Crocefissi e di Jacopo di Paolo ma anche una bellissima tavola nota come Paradiso e l’Inferno di un autore anonimo.

3. Il Trecento

L’opera principale di questa area è un artista non bolognese, ossia Giotto, di cui è esposto un polittico che era stato realizzato per la chiesa di Santa Maria degli Angeli. Ma ci sono anche esempi di pittura gotica emiliana, grandi affreschi del Trecento emiliano e gli affreschi prelevati nella chiesa di Santa Maria di Mezzaratta.

4. Il Quattrocento

In questa sala sono racchiusi esempi dell’Umanesimo emiliano e di quello proveniente da altro zone d’Italia. In particolare spicca il frammento che ritrae Maria Maddalena piangente, facente parte delle decorazioni della Cappella Garganelli in San Pietro e realizzata da Ercole de’ Roberti.

5. Il Cinquecento

In questa sezione molto ricca troviamo opere dei più grandi personaggi del secolo come il Perugino e Raffaello ma anche opere della cosiddetta scuola ferrarese, con artisti del calibro di Benvenuto Tisi e Giovanni Battista Benvenuti, noto con il nome di Ortolano. Infine un’intera saletta dedicata al Parmigianino.

6. I Carracci

Questa sala è anche conosciuta come quella del Manierismo più maturo. Fra i vari artisti che sono esposti ci sono Giorgio Vasari, Bartolomeo Passerotti e Prospero Fontana.

7. Il Seicento

Una prima sala dedicata al Seicento comprende soprattutto le opere di Guido Reni e degli artisti che fecero parte dell’Accademia degli Incamminati. Nelle sale successive si possono poi ammirare opere del Guercino e del Domenichino.

8. Il Settecento

Nell’ultima sala ti aspettano le opera di Giuseppe Maria Crespi il cui naturalismo si può apprezzare in quadri esplicativi quali la Scena del Contadino e il ritratto della famiglia Troni.

A un pittore a lui vicino è invece attribuito Le Storie di Giuditta di Giuseppe Marchesi detto il Sansone.

Storia della collezione e della sua sede

Il primo nucleo della collezione permanente del museo si deve a monsignor Giacomo Zambeccari che nel 1762 acquisto otto tavole provenienti dalla chiesa di Santa Maria Maddalena, in via di demolizione.

Nel 1796, grazie alla nuova legislazione repubblicana, il senato bolognese provvide a raccogliere le opere prima citate e tutte quelle provenienti dalle chiese soppresse, oltre un migliaio di opere sistemate prima nell’ex Convento di San Vitale e poi successivamente all’interno di quello che un tempo era il noviziato gesuita di Sant’Ignazio che si trovava nel cosiddetto Borgo della Paglia.

La struttura era stata realizzata nel 1726 per volere di Alfonso Torreggiani, destinandola a diventare la quadreria dell’Accademia nazionale di belle arti, appena fondata. Nel 1815 molte opere furono razziate dai francesi per volere di Napoleone, poi restituite nel 1826, quando iniziarono i lavori di ampliamento della pinacoteca.

Una sede distaccata del museo si trova, infine, a Palazzo Pepoli. All’interno di questa sezione distaccata si sono tenute anche alcune mostre temporanee molto importanti, organizzate in collaborazione con la Pinacoteca Brera e la Pinacoteca nazionale di Ferrara.

La didattica

Il museo offre una ricca proposta anche per quanto riguarda l’offerta didattica, che varia di anno in anno.

Per l’anno scolastico 2022 sono previste numerose attività, tutte completamente gratuite, che mirano ad avvicinare i più giovani al mondo dell’arte e a quella emiliana in particolare.

Tutti i percorsi proposti sono realizzati con l’accompagnamento di guide speciali e con l’utilizzo di materiale appositamente realizzato per un pubblico giovane.

Fra i percorsi più apprezzati c’è quello di Antonio Canova, attraverso un racconto animato che illustra con un linguaggio adatto ai bambini le vicissitudini che hanno riportato in Italia dalla Francia circa 300 dipinti.

Il ritratto nell’arte, invece, insegna ai bimbi a realizzare un proprio autoritratto, partendo dall’osservazione di quelli realizzati dagli artisti esposti nella galleria.

L'avventura non termina qui!

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