Porta mascarella bologna
Albertomos, Public domain, via Wikimedia Commons

Porta Mascarella

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Porta mascarella bologna
Albertomos, Public domain, via Wikimedia Commons

Porta Mascarella rappresenta uno degli elementi di elevato interesse storico artistico all’interno della città di Bologna. 

Più volte ristrutturata per conferirle maggior prestigio, è, ancora oggi, un importante punto di riferimento per gli stessi bolognesi.

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La porta in breve

Situata nella terza cerchia di mura posta un tempo a protezione dell’intera città, porta Mascarella indica il varco in prossimità dell’incrocio con i viali di Circonvallazione.

Anticamente costituiva l’accesso dal lato settentrionale per coloro che provenivano da Ferrara. Dello stesso periodo medievale sono stati rinvenuti anche alcuni tratti di mura, tuttora visitabili, non molto distanti dalla porta.

Nel 1354 venne costruito un ponte levatoio che aveva la funzione di permettere il passaggio lungo il fossato scavato per ulteriore difesa. Tuttavia, la stessa porta venne successivamente chiusa ed eliminato il torrazzo sopraelevato, inizialmente presente. La porta non era sicura ma gli abitanti della zona lottarono per aprirla di nuovo e fortificarla il più possibile contro gli attacchi nemici.

Oggi la viabilità del quartiere è molto alta soprattutto per la vicinanza con la stazione ferroviaria.

Attraversare la porta al giorno d’oggi significa respirare un pezzo di storia, dopo aver percorso un tratto di strada che porta il suo stesso nome. Omonima è anche la piazza, situata nelle immediate vicinanze.

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La storia della porta

Il nome della nota porta è di dubbia origine. Si pensa che si riferisca all’epoca in cui sorgeva un antico borgo nel quale si svolgeva principalmente il commercio di bestiame.

Il suo nome evoca, infatti, la cosiddetta “mascarella” intesta come frode, altamente probabile nella compravendita del XIV secolo. Altri, invece, ritengono che il termine si riferisse alla presenza delle maschere nel periodo carnevalesco.

Non manca chi lo faccia derivare dal nome di una donna che, per un certo periodo, abbiano tenuto la scena in quella specifica zona, poi divenuta parte integrante della città.

Una volta incorporato il predetto borgo nella città di Bologna venne realizzata la porta, costruita in ciottoli, laterizio e sabbia. Un tipo di architettura che risente sia dell’influenza romana, all’apice del suo potere quando occupò i resti della città già fondata dagli Etruschi, sia della successiva invasione longobarda.

Da Felsina o Velzna, per gli Etruschi, divenne Bononia per i Romani che, tra le prime opere, si dedicarono alla costruzione degli imponenti acquedotti sotterranei le cui tracce sono ancora presenti.

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Questo articolo è stato scritto da:
Ivan Agolino
Sono un viaggiatore curioso e mi dedico con passione alla ricerca di nuovi gusti ed emozioni. Ho fatto di Bologna la mia casa e ogni giorno mi avventuro nei suoi vicoli alla scoperta di qualche nuovo segreto che trascrivo in questi articoli. Spero di riuscire a trasmettere tutto l’amore che provo per questa splendida città!
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