Porta Santo Stefano

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Se avete deciso di fare un giro a Bologna, non potete perdere una visita all’antica Porta Santo Stefano per fare una passeggiata tra i corridoi porticati e i maestosi palazzi che vi condurranno dritti nella meravigliosa Piazza di Santo Stefano, proprio dietro al complesso delle Sette Chiese.

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La porta in breve

Vi accorgerete di essere giunti nei pressi della Porta dal vociare degli studenti, sempre numerosi, e dei turisti seduti tra i tavoli dei localini presenti nella zona.

Il vostro primo sguardo sarà catturato dall’ingresso: una struttura semplice che contiene millenni di storia raccontata attraverso le sue mura sbiadite e la scritta indelebile “Sanca Sanctorum”.

Si tratta di un luogo poco conosciuto ma molto suggestivo di Bologna sia dal punto di vista spirituale che storico.

Curiosità

La storia riporta un aneddoto molto particolare sulla Porta che vede protagonista la nobildonna bolognese Lavinia Colonna, il cui padre, Signore di Zagarolo, aveva promesso in sposa al Cavaliere Marsili.

Il fatto accadde nel 1540 quando la donna, accompagnata da ben 39 uomini della nobiltà bolognese a incontrare il futuro sposo, fece il suo ingresso trionfale a Porta Santo Stefano, passando attraverso il ponte levatoio tra la moltitudine della folla che la guardava incantata, musicanti e scariche numerose di archibugio.

L’evento fu così notevole che gli storici lo ricordano così: “mai non fu visto tanta nobiletà di gentilomeni andare incontra a nesuno Gran Maestro, o vo dire, principo, né a Papa, né a imperatori, né a re”.

Da questo e altri racconti si intuisce la rilevanza che aveva questo luogo sia dal punto di vista sociale che culturale già nell’antichità.

La storia della porta

Dal punto di vista geografico, Porta Santo Stefano è collegata alla famosa via Toscana che conduce a Firenze.

Nel 1843 venne abbattuta e ricostruita secondo il progetto dell’architetto Filippo Antolini e destinata a essere sede del dazio sotto il nome di Barriera Gregoriana, per rendere ossequio a papa Gregorio XVI. Il luogo si prestava bene a tale finalità dal momento che vi era un grande cancello e due pilastri che chiudevano la porta, rendendola un ambiente riservato ma facilmente accessibile a tali affari.

L’ultimo solenne evento che viene ricordato è l’ingresso di Vittorio Emanuele II come nuovo re d’Italia che passò attraverso la porta tra le acclamazioni del popolo.

Successivamente, la zona ha subito diversi cambiamenti, ultimo tra questi l’abbattimento delle mura agli inizi del 1900 in seguito al quale le Amministrazioni locali destinarono i fabbricati di Porta Santo Stefano a diverse finalità: dalla sede dei vigili urbani ai bagni pubblici, fino a ospitare la corale Euridice e il Circolo anarchico Berneri, che l’hanno resa un luogo di ritrovo per giovani politici e attivisti.

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Questo articolo è stato scritto da:
Ivan Agolino
Sono un viaggiatore curioso e mi dedico con passione alla ricerca di nuovi gusti ed emozioni. Ho fatto di Bologna la mia casa e ogni giorno mi avventuro nei suoi vicoli alla scoperta di qualche nuovo segreto che trascrivo in questi articoli. Spero di riuscire a trasmettere tutto l’amore che provo per questa splendida città!
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